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Tolasudolsa – Rooms & Breakfast

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Località Sambuceto 208
43053 COMPIANO (PR)
Mobile + 39 339 3870031
E-Mail: [email protected]
Web: www.roomsbreakfastmtb.it

Un Rooms and Breakfast principalmente dedicato ai bikers che praticano l’ALL-MOUNTAIN,
ma aperto a tutti gli amanti della natura e della tranquillità….. insomma del “Tola so dulsa”
Alcune camere con letti a castello, cucina casalinga e tanto verde faranno da supporto alla
struttura allestita principalmente per ospitare i bikers e le loro bici. Un deposito, una piccola
officina ed una idropulitrice saranno a disposizione per provvedere comodamente alla
manutenzione ordinaria ed al rimessaggio notturno.

Si avrà inoltre la possibilità di noleggiare un altro mezzo o riparare il proprio presso un negozio
nelle immediate vicinanze.

Sarà presente un van con carrello porta-bici per eventualmente gestire nel modo migliore le
escursioni (anche notturne) che saranno condotte da Giorgio Genovese, Guida dell’Accademia
Nazionale di Mountain Bike (Professione ai sensi della Legge N.4 del 14.1.2013)

A pochi km, gli impianti attrezzati di Santo Stefano D’Aveto permetteranno di perfezionare la
vostra guida sulle piste DH del bike park di recente creazione. Anche qui la possibilità di
noleggiare bici ed abbigliamento specifico.

TARIFFE
Pernotto + colazione: € 35,00 cad persona
possibilità, per i soli ospiti, di cenare o pranzare a partire da € 15,00= cad persona
(antipasto + primo o secondo, dessert, ¼ vino sfuso, acqua minerale, caffè).
Altre bevande escluse.

SERVIZI
wi-fi gratuito
lavaggio indumenti tecnici bikers
transfer da/per stazione FFSS di Borgo Val di Taro
area grill esterna
sono accettati cani di taglia piccola/media (avvisare preventivamente per cani di grossa taglia)

Monte Bue

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Il Monte Bue è una vetta del gruppo del Monte Maggiorasca, situata tra la Val d’Aveto (comune di Santo Stefano d’Aveto, Genova), la val Nure (comune di Ferriere, Piacenza) e la valle del Ceno (Comune di Bedonia, Parma), costituisce l’estremo limite meridionale della Provincia di Piacenza ed anche il secondo punto altimetricamente più elevato (1775 m s.l.m.) dell’intero territorio piacentino, dopo il Maggiorasca (1804 m.s.l.m.)

È una delle mete preferite dagli escursionisti, essendo collocato in una zona di piacevoli attrazioni naturalistiche come il Lago Nero, il Monte Nero e il Monte Maggiorasca. Sulle sue pendici si trovano un bivacco (Bivacco Sacchi), un rifugio (Prato Cipolla) e la breve Ferrata Mazzocchi.

Monte Bue
Monte Bue

Sulla vetta sono situati i ruderi (stazione di arrivo, con annesso albergo-rifugio e altre strutture di servizio) di un impianto di risalita (ovovia) che collegava direttamente la cima del Monte Bue con Rocca d’Aveto (frazione di Santo Stefano d’Aveto), dismessa dopo il 1991; recentemente (dicembre 2008) è stato inaugurato un nuovo impianto di risalita (seggiovia) che collega Rocca d’Aveto con il rifugio del Prato della Cipolla (1578 m), al fine di tentare il rilancio turistico dello sci alpino in alta Val d’Aveto. Con lo sviluppo del versante avetano anche sul lato ferrierese si sta progettando la possibilità di costruire i tanto agognati impianti di risalita. Tale progetto, visibile su [1] riprende quello presentato e finanziato nel 1976. Vista la posizione a cavallo fra tre province, la zona del Monte Bue è frequentata da piacentini, parmigiani e genovesi.
Oltre all’escursionismo, la zona offre interessanti possibilità per l’arrampicata sportiva, con le falesie della Rocca del Prete, del Monte Maggiorasca, di Waiting for Fred e del Dente delle Ali, senza dimenticare le tante possibilità di salite invernali. In queste falesie troviamo ofiolite spesso piuttosto friabile.

fonte Wikipedia

Monte Maggiorasca

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Il monte Maggiorasca 1810 m s.l.m. è la vetta più alta dell’Appennino Ligure, situata tra le province di Genova, e di Parma, a poche centinaia di metri, in direzione nord, presso la sommità del monte Bue, decorre il confine con la provincia di Piacenza. Il Maggiorasca domina la val d’Aveto con il comune di Santo Stefano d’Aveto (GE) e la valle del Ceno col comune di Bedonia (PR); il gruppo montuoso del Maggiorasca, posto a nord del passo del Tomarlo, comprende anche le vette del monte Nero, del Groppo delle Ali e del monte Roncalla oltre a quella, già citata, del monte Bue, costituendo un importante nodo orografico tra le vallate del Nure (Piacenza), del Ceno (Parma) e dell’Aveto (Genova).
La sommità del Maggiorasca, ampia e a forma di sella, è costituita da basalti non calcarei e da arenarie conglomeratiche, al suo bordo meridionale, su un ripiano posto a un’altitudine di 1.799 m s.l.m., sorge la statua di Nostra Signora di Guadalupe, eretta nel 1947, mentre sulla vetta vera e propria (1810 m s.l.m.) è stato collocato un impianto per la ripetizione di segnali televisivi.
Meta molto frequentata in ogni stagione dagli appassionati di escursionismo provenienti sia dai versanti emiliani, sia dal versante ligure.
Nei pressi sono presenti alcune brevi vie di arrampicata invernale e più numerose vie estive, recentemente attrezzate da un gruppo di arrampicatori piacentini.

Monte Maggiorasca
Monte Maggiorasca

La flora del massiccio montuoso del Monte Maggiorasca è particolarmente interessante, per via della coesistenza di alcune specie botaniche di provenienza alpina e di endemismi tipici dell’Appennino settentrionale e della catena appenninica in generale.
Il gruppo montuoso del Maggiorasca è infatti l’unica area montuosa dell’Appennino Ligure in cui sia possibile rinvenire il Chrysosplenium alternifolium (una rara sassifragacea a distribuzione euro-siberiana), l’Aquilegia alpina (specie subendemica delle Alpi occidentali, che irradia nell’Appennino Settentrionale con poche ed esigue popolazioni) e la Primula marginata, una vistosa specie subendemica delle Alpi sud-occidentali e dell’Appennino Ligure orientale, la cui presenza è limitata ad alcuni affioramenti di rocce basaltiche, ubicati nel settore settentrionale del massiccio al confine tra le province di Genova e Piacenza.
Sempre sui pendii delle aree più elevate del gruppo del Maggiorasca vegetano la Soldanella alpina, la Pulsatilla alpina e la Draba aizoides, tre piante piuttosto comuni sulle Alpi ma assai sporadiche nell’Appennino, infine tra gli endemismi appenninici, che nel gruppo montuoso del Maggiorasca raggiungono il limite nord-occidentale della loro distribuzione, vanno citati almeno l’Armeria marginata e l’Arenaria bertolonii.
Tra le specie a portamento fruticoso e arboreo va citato il cosiddetto “pino mugo appenninico” (Pinus mugo ssp. rostrata), entità un tempo certo più diffusa nelle aree culminali dei massicci montuosi della val d’Aveto e oggi rinvenibile in due popolamenti isolati presso il Passo del Tomarlo e tra il Lago Nero e la vetta del monte omonimo e in sporadici individui che crescono oltre il limite superiore della faggeta; sempre nella zona settentrionale del massiccio del Maggiorasca si possono osservare alcuni nuclei naturali (e quindi non di origine silvicolturale) di abete bianco (Abies alba).

fonte Wikipedia

Sport e Divertimenti

Equitazione presso il maneggio di Borgo Val di Taro
Equitazione presso il maneggio di Borgo Val di Taro

La Valle del Taro non è solo nota per i prodotti gastronomici e i paesaggi mozzafiato, ma anche per le numerose attività sportive che vengono praticate sia nei mesi estivi che invernali.

Tra gli sport outdoor più importanti, si può praticare kayak, pesca sportiva, arrampicata, bouldering, equitazione, trekking per non parlare delle piste ciclabili e percorribili a cavallo e dei percorsi panoramici per i motociclisti.

Non mancano inoltre strutture quali piscine, palestre, campi da calcio, tennis e pallavolo dove si possono praticare sport di squadra o individuali.

Sono molto diffusi anche i sentieri e gli itinerari per chi vuole semplicemente fare una lunga camminata in mezzo al verde  magari facendo tappa in uno dei numerosi agriturismi o ristoranti.

La Val Taro ospita anche interessanti eventi sportivi quali il Rally della Val Taro, la Maratonina dell’Alta Val Taro, gare di trial, di equitazione, ecc…